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Irpinia, il Sud a Colori

Conoscete una terra composta da tutti i colori dell’arcobaleno?

Io, sì … e si chiama Irpinia.

L’Irpinia è il verde intenso delle montagne, l’azzurro nitido del cielo, il bianco soffice della neve, il giallo caldo del grano, il rosso rubino del vino. L’Irpinia è puro colore, distillato di natura, quintessenza di vita.

L’Irpinia è la tavolozza di un pittore, pennellate di bellezza, arcobaleno di sfumature. L’Irpinia è il Sud che non ti aspetti, l’abbraccio degli elementi, il soffio pulito del vento. L’Irpinia è vita, la vita è energia, l’energia è colore. L’Irpinia è un altro Sud. Il Sud a colori.

Dal 1 maggio al 31 luglio, per 92 giorni, la terra dei lupi è visitabile presso Piazza Irpinia, l’installazione della provincia di Avellino, promossa dalla Camera di Commercio, nel cuore dell’Expo di Milano.

L’installazione architettonica è stata commissionata dalla Camera di Commercio allo studio ZitoMori. Si tratta d’involucro trasparente alto 10 metri, un moderno e stilizzato bosco in acciaio, illuminato da centinaia di fari led in grado di cambiare colore con lo scorrere delle ore della giornata.

Un’esperienza multisensoriale, che unisce musica, immagini, parole, colori. Un’architettura che tesse e contiene mille sfaccettature e rappresenta l’essenza più evocativa dell’Irpinia, una terra da scoprire.

Sono 29 i comuni coinvolti: Avellino, Ariano Irpino, Avella, Bisaccia, Bonito, Casalbore, Castel Baronia, Castelvetere, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Greci, Grottaminarda, Melito, Mercogliano, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo, Monteverde, Savignano, Scampitella, Sturno, Taurasi, Trevico, Vallesaccarda, Vallata, Villamaina e Zungoli.

Ciascuno con le proprie peculiarità, le proprie ricchezze, le proprie eccellenze. Un viaggio attraverso le tante parti che compongono un unicum chiamato Irpinia.

21 sono invece i partner, tra enti, scuole, istituti di ricerca, ordini professionali, associazioni di categoria. A Milano, a raccontare la storia, la cultura, la formazione, le tradizioni, la creatività dell’Irpinia e degli irpini ci saranno: l’Amministrazione Provinciale di Avellino, l’Istituto scolastico “De Gruttola” di Ariano Irpino, l’Istituto scolastico “Majorana” di Grottaminarda, l’Istituto scolastico “Francesco De Sanctis” di Avellino, il Centro Europeo di Studi Normanni, il Biogem, il Cnr, il Forum dei Giovani di Avellino, l’Associazione Giardini Italiani, l’Unione dei Comuni Terre dell’Ufita, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Architetti, l’Associazione Info Irpinia, l’Associazione Terranostra, la Comunità Montana Valle dell’Ufita, l’Unpli, le Associazioni datoriali di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, Eccellenze Campane e la Compagnia della Qualità.

Testimonial campani di tutto rilievo: Vincenzo Salemme, Maurisa Laurito, Gigi Marzullo, Alessandro Preziosi fanno “Fuochi e fiamme”, mettendosi in gioco ai fornelli e raccontando il loro personale rapporto con la cucina e la provincia di Avellino. Michele Placido, voce del sud, legge “Un viaggio elettorale” di Francesco De Sanctis. Il premio Oscar Luis Bacalov interpreta al pianoforte la sua personale colonna sonora della grande bellezza d’Irpinia. Vinicio Capossela affonda le radici nella cultura popolare, della quale si nutre l’immaginazione. Girolamo Panzetta, l’italiano più celebre nel Sol Levante, racconta le opportunità che può offrire una terra come il Giappone. Francesco Paolantoni mette in mostra le sue opere d’arte realizzate con pane, olio e colori vegetali.

Uno spazio centrale nei 92 giorni di presenza ad Expo Milano sarà dedicato ai progressi della medicina, alla ricerca in tema di alimentazione, alla sicurezza alimentare. Dalle riflessioni del giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese, alla scoperta della scienza nella vita di tutti i giorni raccontata dal fisico e scienziato Antonino Zichichi, dai suggerimenti di uno degli oncologi più bravi al mondo, Cesare Gridelli, a quelli del professore Donato Matassino della FAO. Ed ancora: tutte le novità in tema di intolleranze alimentari esplorate dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston e da quelli dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR, gli studi del Biogem sulle caratteristiche nutrizionali dei prodotti tipici dell’Irpinia.

Un contributo dall’elevato valore scientifico, con il coinvolgimento di docenti delle Università di Bari, Bologna, Cassino, Foggia, Salerno, Federico II di Napoli, Politecnico di Milano, Sapienza di Roma, Suor Orsola Benincasa di Napoli e Seconda Università di Napoli.

E tanto altro ancora:

GLI CHEF – Il momento del gusto in Piazza Irpinia sarà incentrato sulle performance ai fornelli di chef stellati Roberto Allocca, Antonio Pisaniello, Paolo Barrale e dello chef Antonio Petrone che sfideranno in cucina le loro mamme, in un “MotherChef” made in Irpinia.
Ed ancora: lo chef Marco Merola illustrerà i segreti delle 220 ricette contro il cancro di Cesare Gridelli, lo chef Mirko Balzano racconterà 10 ricette irpine “da salvare”, mentre alcuni famosi chef giapponesi reinterpreteranno a loro modo la cucina tradizionale del territorio.

LE AZIENDE – Numerose le aziende irpine che hanno risposto al bando della Camera di Commercio di Avellino e che porteranno a Milano la propria testimonianza, per una sfida che va oltre il locale: dall’agroalimentare ai servizi ambientali, da aziende metalmeccaniche ad aziende chimiche, oltre chiaramente alle eccellenze irpine nella produzione di vini, olio e pasta.

I CONVEGNI – Le riflessioni sul sistema imprenditoriale irpino e il racconto di storie di successo di imprenditori irpini saranno al centro di tre convegni che si svolgeranno all’interno dello spazio espositivo: “Il sistema industriale irpino tra eccellenze e start up” il 6 giugno, moderato dalla conduttrice Sky Paola Saluzzi; “Investire in Irpinia, istruzioni per l’uso” il 15 giugno, moderato dal caporedattore economia del Tg1 Michele Renzulli; e “Fare impresa con gusto” il 27 giugno, moderato dal conduttore della trasmissione Rai “Elisir”, Michele Mirabella.

LO SPORT – Nel racconto dell’Irpinia di successo, uno spazio sarà dedicato allo sport, con le due compagini più rappresentative, quelle della Scandone Basket e dell’As Avellino calcio 1912, che animeranno, rispettivamente, le giornate dell’11 maggio e del 12 giugno, con una sfida ai fornelli dei giganti della palla a spicchi e dei calciatori biancoverdi.

I FESTIVAL – Teatro, musica, cinema, spettacolo: il 7 giugno l’Irpinia porta in scena in anteprima i cartelloni dei dodici eventi di spettacolo di maggior richiamo organizzati in provincia di Avellino. Da Castellarte a Sentieri Mediterranei, dal Festival Internazionale di Musica Elettronica Flussi a Musica al Parco, dal Laceno d’Oro a Canalarte, dalla XIV stagione teatrale del Teatro Carlo Gesualdo al Fiano Music Festival, dal Grande Spettacolo dell’Acqua al Calitri Sponz Fest.

LA MUSICA – 92 giorni per 92 concerti. Cento allievi del Conservatorio statale Domenico Cimarosa di Avellino saranno protagonisti quotidiani in Piazza Irpinia. Ogni giorno un concerto, con omaggi a Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Piazzolla, Gershwin, Brahms, Clementi, Schumann, Schubert, Peterson, Bellini, Mascagni, Puccini, Rachmaninov, Skriabin e Verdi.

ART GALLERY – Diciotto artisti, 360 opere per una mostra d’arte digitale lunga 92 giorni. All’interno di Piazza Irpinia, durante l’intera programmazione degli eventi, saranno proiettate le riproduzioni digitali di 20 opere di ciascun artista irpino. In mostra le opere di Andrea Matarazzo, Antonio Matarazzo, Bianca Pacilio, Carlo Meluccio, Fabio Mingarelli, Ettore De Conciliis, Luigi Grassia, Pellegrino Capobianco, Domenico Fraternali, Emiliano Stella, Caludio Valentino, Pino De Silva, Franca Maria Spagnuolo, Fernando Masi, Gianluca Avella, Salvatore Gebbia, Ttozoi e Gennaro Vallifuoco.

LE CURIOSITA’ – Tanti i microeventi programmati a corredo di Piazza Irpinia. Dalle “92 buone notizia dall’Irpinia”, che saranno raccontate ogni giorno nello spazio espositivo al “Free hugs”, gli abbracci gratis, un piccolo gesto di felicità nel segno dell’accoglienza. Ed ancora: “Ambasciatori di Gusto”, con dieci viaggiatori che diventano testimonial nel mondo di altrettanti prodotti della nostra gastronomia. Per chiudere con la suggestiva “Capsula del tempo”, un contenitore all’interno del quale verranno depositati alcuni oggetti in uso nel nostro tempo. La capsula verrà poi sotterrata per essere riesumata tra 35 anni, in occasione di Expo 2050: un modo creativo per fermare il tempo e confrontarlo con il futuro.

Insomma, cosa volete di più!!!

Sc’Arti in mostra

Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma!

Non è una lezione di fisica classica, ma il principio che ha ispirato i circa 70 artisti partecipanti alla II edizione di “sc’Arti in mostra”, manifestazione organizzata dalla Provincia di Avellino per promuovere la cultura del riciclo, del riuso dei rifiuti attraverso l’arte.

L’inaugurazione si tiene martedì 21 aprile, alla ore 10:00, presso il Museo Irpino / Complesso Monumentale Ex Carcere Borbonico di Avellino. La mostra è visitabile fino al 16 maggio 2015, secondo gli orari della struttura ospitante.

Due categorie di concorrenti (Artisti e Scuole), suddivisi in due sezioni distinte (Arte/Scultura e Design), animano l’esposizione con creazioni fuori dall’ordinario e ci ricordano che, forse, nei nostri bidoni di spazzatura … si cela un’opera d’arte!

Art therapy

Mandala, giardini fioriti, labirinti, rosoni, tribali, forme geometriche e disegni dalle linee intrecciate, sono queste le immagini che incantano al solo sguardo e rilassano chi decide di colorarle.

Libri dalla copertina rigida e dai fogli bianchi e neri, Art Therapy, ecco il nuovo anti-stress per adulti sull’orlo di una crisi di nervi. La moda, già diffusa in varie parti dell’Europa (Regno Unito e Spagna), è giunta anche nel nostro Paese.

Scegliere i colori e le combinazioni, temperare e poi colorare, permette all’adulto di dimenticare, per un paio di ore, lo scorrere del tempo, estraniandosi dal mondo circostante per ritornare nuovamente bambino.

 

Il restauro di Palazzo Isolani e Palazzo Bolognini Isolani

Le facciate contigue di Palazzo Isolani e Palazzo Bolognini Isolani, al cui interno si apre Corte Isolani, passaggio coperto che conduce alla medievale Strada Maggiore, costituiscono la quinta prospettica di uno dei luoghi più belli e suggestivi di Bologna, Piazza Santo Stefano, detta anche Piazza delle Sette Chiese.

Palazzo Isolani, la cui prima costruzione risale al periodo fra il XII e XIV secolo, proprietà prima dei Fiessi, poi dei Lupari, diviene la dimora della famiglia Isolani nel 1671, a seguito dell’unione di Jacopi Isolani e Francesca Lupari. Nel 1708 è Alemanno, figlio della coppia, a commissionare a Giuseppe Antonio Torri il rifacimento dell’imponente struttura. È, di fatto, grazie ai disegni originari dell’architetto, conservati nell’Archivio di famiglia, che è stato possibile effettuare i recenti lavori di restauro e riportare in auge gli originali colori settecenteschi della facciata.

I lavori di restauro sono stati condotti dall’architetto Marina di Mottola Balestra e hanno interessato, inoltre, Corte Isolani e la facciata attigua di Palazzo Bolognini Isolani, costruzione duecentesca rinnovata nel quattrocento dall’architetto fiorentino Pagno di Lapo Portgiani in pieno stile toscaneggiante. Di proprietà dei Bolognini, il Palazzo viene acquistato da Ludovico Isolani nel 1842 e ristrutturato nel decennio successivo. Come ricorda l’attuale proprietario, Francesco Cavazzi Isolani, è in quegli anni che risale la collocazione dei sei busti nelle bifore delle finestre del piano nobile.

Il restauro di Palazzo Bolognini Isolani è stato davvero complesso, tuttavia molto più interessante, perché il rinvenimento di tracce di colore sul cornicione, sulle teste e sui vasi ha fatto ipotizzare che la facciata fosse interamente affrescata, un unicum a Bologna, da attribuire, probabilmente, ad eventuali influenze dell’edilizia urbana patrizia di area nordica.

 Pellegrino Capobianco per ADSI

Il futurismo cosmico di Riccardo Ricas nella Milano degli anni ’30.

Riccardo “Ricas” Castagnedi (1912-1999) è stato un pittore milanese, attivo soprattutto tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Quaranta. Il suo stile onirico e a tratti asettico lo inquadra perfettamente nell’ambito del Secondo Futurismo italiano, in particolare all’interno di quel Futurismo cosmico d’impronta prampoliniana che coniuga insieme Aeropittura, Surrealismo e Astrattismo. Le sue creazioni sono caratterizzate da paesaggi asettici, alieni, visioni aeree di mondi sconosciuti, con un’attenzione particolare alle forme geometriche e alle ombre di derivazione dechirichiana.

Co-firmatario del Manifesto della Plastica Murale Futurista nel 1936, Ricas è stato definito dal critico Enrico Crispolti come apportatore di uno stile << accentuatamente neo – metafisico >>. Questa miscellanea di stili che caratterizza il futurismo cosmico di Ricas e, in generale, il Secondo Futurismo milanese, è stata descritta egregiamente da Enrico Prampolini che nel 1932 sulla rivista “Futurismo” scrive: <<Vedo nell’Aeropittura il mezzo per sorpassare le frontiere della realtà plastiche…e di vivere le forze occulte dell’idealismo cosmico>>. Ricas nel corso degli anni Trenta partecipa a tutti gli eventi più importanti a livello internazionale assieme al gruppo dei futuristi milanesi: Triennali, Biennali e Mostre di Aeropittura Futurista Italiana. Per questi appuntamenti l’artista milanese propone opere dai titoli suggestivi (purtroppo quasi tutte andate perdute): Viaggio nel mio pianeta, Umanità geologica, Cosmico, Geologia subcosciente

Nell’ambito della produzione artistica di Ricas è doveroso ricordare la cospicua serie di paesaggi umanizzati con teste – architettura di spiccata ispirazione surrealista. In essa il tema dell’autoritratto con baffi del pittore è predominante: questo inserimento di tematiche ironiche e ludiche va sicuramente ricollegato al forte legame che in questo periodo Ricas stringe con il pittore Bruno Munari, famoso per le sue mille invenzioni e innovazioni.

Oltre alla produzione artistica vera e propria (che racchiude in sé anche numerose sculture, progetti di scenografie teatrali, pitture murali e ceramiche futuriste) Ricas va ricordato per la sua collaborazione con il grandissimo Munari nell’ambito della grafica pubblicitaria d’artista. Insieme i due artisti hanno dato vita allo Studio R+M attivo per tutti gli anni Trenta. Lo Studio di grafica pubblicitaria di Munari e Ricas sviluppa ai massimi livelli il concetto di fotomontaggio e di fotocollage: essi si caratterizzano per l’estrema contaminazione fra fotografia e segno grafico creando soluzioni tipografiche di matrice futurista, manipolazioni uniche e molto soggettive.

Ricas, Sogno a Capri, tempera su cartone, 60x40, 1938
Ricas, Sogno a Capri, tempera su cartone, 60×40, 1938

Ricas assieme a Munari collabora per la realizzazione d’illustrazioni su moltissime riviste dell’epoca tra cui L’Ala d’Italia e L’Ufficio Moderno; le illustrazioni per L’Ala d’Italia sono state interamente acquistate dalla famiglia del famosissimo Conte Caproni, ingegnere aeronautico e costruttore, nel Secondo Dopoguerra.

Negli anni Cinquanta Ricas va ricordato per la sua fondamentale collaborazione nell’ideazione del Carosello, il format pubblicitario con cui tutti i bambini andavano a letto. Dal Dopoguerra in poi la sua attività di artista lascia il posto a quella d’imprenditore: fonda la rivista “Il Mondo” e diventa presidente del Touring Club Italiano. Ricas muore nel 1999.

Martina Borghi